Rivabella Cervinia Parte 1
Ogni tanto, Claudio e Anthony ci raccomandavano per qualche serata a cui non riuscivano ad andare. Io e Fred facevamo musica dal vivo, anche se ci ostinavamo a chiamarla piano bar e nessuno dei due suonava il piano. Un giorno, ci dicono che ci sarebbe stata la possibilità di suonare tutto il mese di agosto nel locale più bello di Cervinia, con vitto e alloggio inclusi. Fantastico, mi dico, così non c'è nemmeno bisogno di fare avanti e indietro da Urbino ogni sera! Sì, perché nella mia geografia da novello ventenne, Cervinia era sicuramente una di quelle frazioni sul lungomare di Rimini dove suonavamo spesso: Rivazzurra, Marebello, Rivabella, Cervinia... Il primo dubbio mi è venuto quando Claudio ha detto che il locale si chiamava Capanna Alpina, non proprio un nome da riviera romagnola; la certezza quando ha aggiunto che loro avevano fatto lì la stagione invernale, suonando di sera e sciando di giorno. Così, un giorno di fine luglio, siamo partiti da Urbino con la 126 stipata di strumenti e, al seguito, i genitori di Federico col resto dell'impianto — attraversando l'aria pesante della pianura padana fino ai cieli tersi di Cervinia.
Piccolo dialogo della prima sera nell'appartamento:
F: oh, finalmente!
(Si butta nel letto, cede una gamba e il letto crolla da un lato)
A: aspetta, fammi vedere se si può aggiustare...
(Guarda sotto il letto, trova un mazzo di carte)
A: tresette?
F: sì dai.
(Dopo un po')
A: dovevamo mettere a posto il letto!
F: sì, aspetta che prima vado in bagno.
(Si sente un rumore, salta la luce in tutto l'appartamento)
A: ma che cavolo!
F: 'spetta che faccio luce con lo zippo... c'è un cartello, dice "non usare l'interruttore — la centralina è nella zona garage"
A: potevano metterlo fuori, come fai a vederlo se non accendi la luce? Va be', vado giù.
(Torna dopo aver riallacciato la corrente)
F: guarda, ho trovato un martello!
A: fantastico, proviamo ad alzare il letto e vedere se riusciamo a rimettere il pezzo che si è staccato.
(Sotto il letto c'è il solito mazzo di carte)
F: tresette?
A: sì dai!
(Dopo un po')
F: dobbiamo rimettere a posto il letto.
A: devo andare in bagno io adesso.
F: non accendere la...
(Stak. Buio)
F: vado io...
(Torna dopo aver riallacciato la corrente)
F: tieni il martello.
A: ok, devo dare una martellata qui, ma sono le due di notte...
F: danne una ma fortissima, una sola.
A: ok, provo.
(Bam. Vanno a letto)
Prossimamente la parte 2.
